• Il mondo ha bisogno di eroi. Sì.
    Ma grazie al Cielo ha anche bisogno di persone felici, qualcosa di certamente più accessibile ma di altrettanto utile.
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    Certo il gesto, l’azione e la presenza eclatanti ed eroici sono un valore e finanche una necessità, ma lo sono altrettanto le nostre vite, magari non eroiche, magari apparentemente ordinarie (vi prego, irrilevanti mai) ma numerose, interconnesse, articolate, la base di quel tessuto sociale che tiene insieme noi Umanità.
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    Troppo spesso svalutiamo la felicità come qualcosa di egoistico, di superfluo, quasi di negativo senza renderci conto che sono le persone felici a dare spesso e volentieri contributi insostituibili agli altri.
    Felicità che sorge da un essere soddisfatti con se stessi e con ciò che si fa, e che si riverbera nel mondo, creando quel ripple effect positivo che solo un’emozione positiva può innescare.
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    Essere felici parte dallo stare bene con se stessi, con ciò che siamo tanto quanto con ciò che facciamo, nella consapevolezza che ciò che facciamo plasma al contempo chi realmente siamo.
    Le azioni sono conseguenze di pensieri, i pensieri di credenze, di valori e di priorità, oltre che di schemi appresi e di intuizioni profonde.
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    Fare quotidianamente cose che ci fanno stare bene, ci soddisfano, ci elevano, ci espandono, ci arricchiscono (in tutti i sensi, sì, anche monetari), ci rispecchiano e ci rappresentano genera un circolo virtuoso che ci porta sempre più vicini a Noi stessi e più disponibili e aperti alla vita.
    Una vita che ci piace, che ci rende felici, che fa di noi persone allineate, soddisfatte, libere, più propense a dare, condividere, co-creare, partecipare, contribuire al benessere collettivo con l’esempio, con la presenza, con azioni concrete.
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    Troppo spesso tuttavia ci manca la chiarezza: non sappiamo cosa vogliamo, o se lo sappiamo non ci siamo mai chiesti se stiamo vivendo di conseguenza.
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    Sono i pensieri, i vissuti e i gesti quotidiani che creano il nostro presente, e se restano immutati, il nostro futuro sarà una replica eterna di quel presente.
    Così, se qualcosa del nostro presente non ci piace, forse è il caso di fermarsi a dare un’occhiata, comprendere meglio e fare ordine, prima di proseguire.
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    Questo tema mi sta a cuore, perché nel mondo articolato in cui viviamo vedo troppo spesso persone che annaspano, sono insoddisfatte ma stringono i denti (e intanto somatizzano nelle maniere più varie), intrappolate in un vorticare di impegni e di azioni quotidiane che raramente è consapevole e orientato ai nostri Macro-obiettivi-del-cuore, e che al perseguimento di quei Macro-obiettivi-del-cuore lascia briciole e scampoli di tempo risicati.
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    A chi mi chiede: ebbene sì, ::Life Mapping:: serve a questo. A fare quella chiarezza, e a iniziare in modo semplice a innescare il cambiamento.
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    Contattatemi, senza impegno, se volete saperne di più. Info@livyoga.it